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martedì 14 novembre 2017

Il vecchio e il nuovo

C’è un filo sottile che lega il vecchio e il nuovo, costituito dal virus del tempo, che rosicchia le cellule, collassa i corpi, cambia il modo di pensare, ribalta la visione del mondo.

Non c’è nuovo in grado di reggere il tarlo che rode e che trasforma, non c’è vecchio che non abbia vissuto il sogno impossibile di fermare il flusso del tempo.

La vita è una malattia mortale incurabile ( Italo Svevo), che oscilla tra illusione e delusione.
Il principe don Ippolito Laurentano, rintanato nella sua villa aristocratica, protetta da venticinque gendarmi con divise borboniche, si illude di poter lasciare la storia fuori dai confini della sua tana.
Mauro Mortara, servo fedele di don Cosimo Laurentano, si illude di poter fermare il tempo dell’Italia sabauda e garibaldina e paradossalmente muore con le medaglie al petto sotto i colpi di soldati di quell’Italia per la quale ha combattuto nella gloriosa spedizione dei Mille.

Landino Laurentano, figlio di don Ippolito, subisce il fascino degli ideali socialisti, ma vive il dramma del nuovo che ancora non si afferma e si scontra con il presente garibaldino, che resiste e lo costringe a fuggire.

Corrado Selmi, deputato garibaldino, muore suicida travolto dallo scandalo del fallimento della Banca Romana. Il tempo corrompe e logora gli ideali.

Flaminio Salvo, imprenditore in ascesa, si illude di poter accedere nel mondo dell’aristocrazia, ma il suo sogno si infrange tra la moglie folle e la figlia Dianella, che impazzisce per la delusione d’amore, provocata dall’ingegnere Aurelio Costa, trucidato dagli zolfatari insieme all’amante Nicoletta Spoto, moglie dell’onorevole Capolino.

Il romanzo I vecchi e i giovani di Luigi Pirandello si colloca a metà strada tra I viceré di Federico de Roberto e Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Il tema comune è costituito dalla delusione risorgimentale e dalla visione del mondo, basata sulla impossibilità di cambiare le regole del potere, che sono le uniche a  reggere alla forza devastante del virus del tempo.

Gaetano Bencivinni

domenica 5 novembre 2017

Caffè letterario. Sesta edizione

La locandina dell'evento


Tornare alle radici per capire il presente e per creare il futuro


20 novembre ore 18:00

Conversazione su I vecchi e i giovani di Luigi Pirandello a cura di Gaetano Bencivinni




27 novembre ore 18:00

Palazzi e gente di Cetraro. Parte prima a cura di Carlo Andreoli






04 dicembre ore 18:00

Conversazione su La luna e i falò di Cesare Pavese a cura di Gaetano Bencivinni




11 dicembre ore 18:00

Palazzi e gente di Cetraro. Parte seconda  a cura di Carlo Andreoli





Gli incontri si terranno nella sede del Centro sociale anziani di Cetraro Centro

venerdì 27 ottobre 2017

E’ l’ora della responsabilità

Intervento di Rosa Randazzo, portavoce del Centro sociale anziani di Cetraro Centro

Prima di proporre il mio intervento, a nome del Centro Sociale Anziani , ringrazio il Consiglio Comunale che ci ha stimolati a riflettere su tematiche così importanti ed esprimo la solidarietà mia personale e del Centro nella sua interezza al vicesindaco Fabio Angilica e alla sua famiglia.

Non abbiamo avuto il tempo di convocare l’assemblea dei soci in quanto l’invito è arrivato troppo tardi, per cui l documento che io mi appresto a leggere è frutto del confronto tra i membri del direttivo, presieduto dal presidente Fausto Gallo.  Ci siamo soffermati sul tema della responsabilità individuale e collettiva per la crescita di una società coesa.

Spesso siamo distratti e chiusi nel cerchio delle nostre individualità e dimentichiamo che una società civile si fonda, trasforma e cresce sul senso di responsabilità di tutti e di ciascuno.

Il senso di responsabilità, che è consapevolezza di dover rispondere degli effetti di azioni proprie e altrui, si forma attraverso l’educazione, ma soprattutto attraverso la testimonianza.

Compete alla Scuola, alle varie associazioni, alla politica aiutare a crescere nella responsabilità e nella cura, ma,  presupposto indispensabile per riconoscere qual è il contributo che ciascuno può portare è “osare trasformare in sofferenza personale quello che accade”, come afferma papa Francesco nell’enciclica  Laudato sì.

La nostra città, che noi tutti amiamo, come tutte le città grandi o piccole che siano, ha un valore ed un destino storico. E’ patrimonio comune religioso, culturale, creativo, sociale, economico, che noi abbiamo ricevuto e che non va dilapidato ma va accresciuto e lasciato in eredità alle generazioni future.

Questa nostra città presenta periodicamente sintomi di sofferenza, ma ha in sé gli anticorpi per difendesi da attacchi malavitosi.  E’ necessario, però, fare una lettura della realtà in profondità.

E’ come il movimento delle acque del mare. In superficie esse appaiono agitate, in balia di forze incontrollabili, ma in profondità ci sono delle correnti che ne governano il movimento.

Anche nel profondo della nostra comunità ci sono correnti che trascinano verso un senso ben preciso: la convivenza pacifica.

Bisogna saperle individuare queste correnti e lasciarsi trascinare da esse.

E’ la corrente della legalità, che non è soltanto rispetto della legge. E’ qualcosa di più. Non tutto ciò che è legale, infatti,  è lecito.

E’ la corrente della giustizia, che è non solo equa distribuzione delle risorse di un territorio, ma anche pieno impiego di tutte le risorse umane.

E’ l’ascolto dell’altro, presupposto indispensabile di un dialogare serio ed efficace.
E’ la ricerca del Vero che è fratello  della Bellezza. Come recita una profonda poesia di Emily Dickinson.

·        * Dal senso di responsabilità derivano azioni concrete ed impegni precisi.

La nostra associazione, che ha fini sociali,  qualche giorno fa ha deciso di aprire la propria sede, adesso soltanto per tre giorni la settimana,  non solo ai soci, ma anche a tutti coloro che vogliono partecipare alle attività ricreative e culturali che in essa si organizzano.

Assumiamo oggi l’impegno di  stabilire un contatto con i ragazzi ed i nostri giovani per trovare un terreno su cui costruire percorsi comuni.

Avanziamo al Consiglio comunale la proposta di creare una Consulta delle associazioni e delle organizzazioni  impegnate in attività di solidarietà sociale, ambientale, culturale e ricreative.

Nel nostro operare abbiamo infatti constatato che le associazioni spesso lavorano in maniera individualistica senza alcun raccordo tra di loro.

Le Consulte sono importanti strumenti di partecipazione consapevole alla vita cittadina. Esse favoriscono la collaborazione tra le associazioni e tra le associazioni e le istituzioni . Sono luogo di definizione e realizzazione di iniziative ed attività  volte  al  raggiungimento di obiettivi comuni : il rispetto delle regole, l’educazione ad un uso corretto dei canali di comunicazione permessi da Internet, divenuti canali di diffusione di calunnie e ingiurie, la partecipazione attiva a tutte le iniziative organizzate da figure istituzionali e sociali.


Insomma la ricostruzione della comunità sociale passa  attraverso interventi a  rete, attraverso il ripristino di costruttivi rapporti interpersonali ,  attraverso  la sperimentazione di quella che La Pira, cristiano e sindaco della città di Firenze, chiamava la socialità operosa del gruppo.

mercoledì 14 giugno 2017

Il 17 giugno a Cetraro per ricordare Losardo

Mancano pochi giorni alla quindicesima edizione del Premio Internazionale G. Losardo, che sarà assegnato il 17 giugno alle ore 19:00 nella Sala Congressi del Palazzo Pallottini  a Cetraro.
Il prestigioso premio, organizzato come ogni anno dal Laboratorio Losardo, gode del patrocinio della Regione Calabria.
“ La cultura è una lama formidabile che squarcia il sistema di potere delle mafie”. 
Per la sezione Autori, curata da Arcangelo Badolati, sarà conferito il Premio a Nicola Gratteri e Antonio Nicaso  per il saggio Padrini e padroni. 
“ La magistratura calabrese, in particolare la DDA di Catanzaro e di Reggio Calabria, sta contribuendo a destabilizzare il potere della ‘ndrangheta e delle mafie.”
Per la sezione “Legalità”, sarà assegnato il Premio  al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho.
“ La corretta informazione è un efficace argine contro il silenzio omertoso organico alle mafie.”
Per la sezione “Giornalismo”, a cura di Filippo Veltri, saranno premiati i giornalisti delle testate regionali Attilio Sabato, Rocco Valenti e Aldo Varano.
 Nel corso della serata, oltre al primo cittadino di Cetraro Angelo Aita, interverranno il Presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio, il consigliere regionale Giuseppe Aieta ed i magistrati Eugenio Facciolla e Domenico Fiordalisi.
L'evento sarà presieduto da Gaetano Bencivinni e sarà coordinato da  Francesca Villani, responsabile editoria e comunicazione del Laboratorio Losardo.

“ Il 17 giugno tutti a Cetraro per ricordare Giovanni Losardo: amministratore integerrimo, uomo libero, eroe della quotidianità.”

Laboratorio Losardo