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sabato 6 marzo 2021

 I DEMONI DI PENTESILEA: OMAGGIO A DANTE ALIGHIERI

In occasione delle celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, ripropongo in formato di raccolta cartacea le mie opere di narrativa “A chi la tocca, la tocca” e “La mattanza, le tenebre e il castello”, già pubblicate in versione digitale.
Entrambi questi lavori hanno come protagonisti i demoni danteschi dei canti dell'Inferno XXI e XXII.
Ho inteso utilizzare queste figure per conferire un valore allegorico alla narrazione, che ruota intorno a vicende mafiose di cui sono protagonisti i demoni.

Lo trovi su Amazon: https://www.amazon.it/I-demoni-Pentesilea-Gaetano-Bencivinni/dp/B08Y5HRQ6T

Gaetano Bencivinni

mercoledì 2 settembre 2020

Premio letterario Apollo a Reggio Calabria

 

Sabato 5 settembre sarò a Reggio Calabria per la serata di premiazione della seconda edizione del Premio Letterario Apollo.

Tra i libri finalisti c’è il mio romanzo “Tanto nulla cambierà” edito dalla casa editrice  Santelli di Cosenza.

 

>>> Il romanzo - già disponibile in preordine su Santelli Online - sarà in libreria dal 12 novembre.



                                                                                             Gaetano Bencivinni

domenica 9 agosto 2020

Tanto nulla cambierà

 In uno stanzone del sottosuolo di una catapecchia di campagna agisce una pericolosa cosca mafiosa che gestisce il traffico internazionale della cocaina. Una sfilza di personaggi oscuri agisce in una città invisibile, avvolta dalle tenebre dove avvengono misteriosi omicidi. Una scrittrice mediocre cede alle lusinghe di un mascalzone, un pittore fallito subisce il ricatto di un usuraio, un personaggio ambiguo oscilla tra dottor Jekyll e mister Hyde, un ineffabile e ridicolo capo dei capi si muove goffamente nei grandi circuiti dell'alta finanza internazionale. Una patina di sottile umorismo colora la trama narrativa in cui si svolge la partita a scacchi tra la mafia e la morte.

Mescolando surrealismo e cruda realtà, una sfilza di personaggi stereotipati ed esasperati, si mettono in contrasto tra chiaroscuri netti e definiti, stagliandosi contro creature che operano nell'ombra per sovvertire e denunciare il dramma oscuro che inquina la società: la mafia. Ridicolizzando l'ignoranza che porta il potere nelle mani di carnefici e proponendo la conoscenza come antidoto alla società mafia-Stato, si demistifica la mafia e i mafiosi che diventano personaggi grotteschi e demoniaci di un romanzo intriso di humor nero.


giovedì 18 giugno 2020

Il Caravaggio rubato e il Professore


IL PROFESSORE, UN PERSONAGGIO AMBIGUO

Contribuisce a dare un'atmosfera magica alla narrazione del mio romanzo breve “La mattanza, le tenebre e il castello”, il professor Adriano Corso. È un personaggio ambiguo, che ha fatto un patto con il diavolo per ottenere in cambio della sua anima quei poteri magici che può mettere a disposizione dei clan malavitosi.
Inviato a Pentesilea, una città invisibile, da un clan siciliano, Adriano Corso ha il compito di vigilare sul quadro della “Natività” del Caravaggio, appeso alla parete centrale della Sala di rappresentanza del capoclan locale.
Un personaggio ambivalente, il Professore, che affascina uomini, donne e omosessuali. Nelle sue braccia cadono le due protagoniste femminili, Olga e Lucrezia, che sono anche le amanti del Capo. Uno sgarro, questo, che pagherà caro.

IL FURTO DELLA NATIVITÀ DEL CARAVAGGIO

“La mattanza, le tenebre e il castello” fornisce una spiegazione surreale del furto della “Natività” del Caravaggio, avvenuto a Palermo nel 1969. La ricostruzione fantasiosa che attraversa la narrazione del romanzo prevede che la tela abbia acquisito un valore simbolico, trasformandosi in un vessillo del potere mafioso.
Passando da cosca a cosca, la tela finisce in una stalla abbandonata e viene distrutta da topi e maiali.
Il Capo degli inferi affida ad angeli decaduti e folletti il compito di restaurare la tela e di consegnarla alla sua Corte.
Il filo conduttore è costituito dal regalo che viene fatto al Re delle tenebre, che ha la possibilità di godere di un bagliore di luce sino alla fine dei tempi.
Al Capo degli inferi, punito per la superbia di aver contemplato la bellezza divina, rimane così la splendida tela del Caravaggio come fiammella di luce nelle tenebre assolute.

                                                                                             Gaetano Bencivinni