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venerdì 24 giugno 2016

Cetraro, Cinema e Memoria

Al ricco mosaico delle attività culturali di Cetraro si aggiungono due importanti tessere: il libro del giornalista Pasquale Guaglianone Il baule della memoria. Nuovo Cinema Paradiso e Vecchio Cinema Calandra e la prima edizione del premio televisivo e cinematografico che porta lo stesso nome.
Memoria di un cinema, il cinema della famiglia Calandra, voluto dopo la seconda guerra mondiale da un gruppo di imprenditori e memoria di un’arte che è memoria e sogno, per dirla con Leonardo Sciascia. Il cinema Calandra, come ha detto l’assessore alla cultura Fabio Angilica,  ha aperto una finestra sul mondo ed è stato palcoscenico teatrale per i ragazzi del liceo classico Silvio Lopiano,  sito allora proprio di fronte al cinema Calandra.
Memoria di un sogno vissuto collettivamente e memoria di eventi, storie, volti racchiusi nel baule della memoria. Baule  che si apre al presente ed al futuro, come ha detto il giornalista nella conferenza stampa di presentazione delle due manifestazioni, che si è tenuta giorno 23  nella sala del Museo Civico sito in Palazzo del Trono.
Il premio, organizzato in collaborazione con il Comune di Cetraro, i Licei, l’associazione CASTER e l’associazione Terra Calabra si terrà il 30 e 31 agosto ed il 2 settembre. I primi due giorni saranno dedicati a tavoli tematici che vedranno la partecipazione di eminenti rappresentanti del Cinema e della televisione, il 2 le premiazioni. Le serate tematiche vedranno il contributo anche del regista calabrese Salvatore Lopiano, presente alla presentazione.
I premi in ceramica, prodotti dagli studenti del Liceo Artistico, saranno assegnati  per la sezione Cinema a Nello Scalza “Tromba del cinema italiano” come lo ha definito il maestro Ennio Morricone, per la sezione TV a RAI Italia. Il premio Terra Calabra sarà assegnato ad Alfonso Samengo  caporedattore della sede Rai Calabria.
L’idea del premio è piaciuta molto in Argentina, ha detto Guaglianone, “ambasciatore” di Cetraro in Sud America, tanto che verrà esportato a Mar del Plata, porto argentino sull’oceano, dove vive una nutrita comunità di Italiani. Lo ha detto compiaciuto, via Skype, Marcello Carrara, delegato comunale ai rapporti con le comunità.
Guaglianone ha ringraziato per la partecipazione alla presentazione Fausto Gallo, presidente del Centro Sociale Anziani,  e tutto il direttivo dell’associazione, attivamente impegnato, ha detto, sul versante della cultura.  La professoressa Marietta Gallo, socia del centro, ha espresso il compiacimento per le due iniziative, anche a nome della comunità cetrarese  tutta.
Vecchio Cinema Calandra e Nuovo Cinema Paradiso sono storia delle due comunità e storia di singole vite umane. Storia di Alfredo, Totò, Elena e storia di personaggi della vita di Cetraro  di quegli anni e di Pasquale Guaglianone che, ragazzino, portava le bobine da proiettare e leggeva la presentazione dei film.


Rosa Randazzo

mercoledì 25 maggio 2016

Isaia Sales a Cetraro


Storia dell’Italia mafiosa è un saggio originale che tratta la questione delle mafie senza scivolare nei classici luoghi comuni. E’ un affresco storico che ripercorre duecento anni di storia mafiosa dall’epoca borbonica ad oggi. E’ una lucida e profonda analisi del fenomeno malavitoso italiano, sviscerato in tutti gli aspetti: sociale, istituzionale, ideologico, economico ed organizzativo.
La mafia non è un fenomeno parassitario, ma è una organizzazione criminale che sa dove circola il denaro,  si fanno affari, ci sono spazi di potere da occupare, ci sono territori da controllare.
La mafia non cresce nella miseria e nell’arretratezza, anche se ne è la principale causa, ma si espande dove ci sono traffici lucrosi, facili profitti, forme di investimento di denaro più o meno lecite.
La mafia sa fare impresa, è dinamica, si rapporta con efficacia con le innovazioni, si adegua alle trasformazioni sociali, si intreccia con il potere politico, si inserisce nelle istituzioni, si appropria dei gangli vitali dell’economia, condiziona la vita sociale e produttiva.
Un fenomeno complesso, che Sales indaga con efficacia, fornendo ai lettori un quadro informativo completo sulla dinamica delle mafie in Italia.
Un testo importante che racconta in modo chiaro e coinvolgente la storia mafiosa d’Italia, mettendo a disposizione dei lettori e degli studiosi nuove categorie interpretative indispensabili per cogliere nuovi aspetti delle mafie, che nel corso degli anni si sono profondamente trasformate.
Il caso Losardo, gli undici omicidi impuniti, la storia della mafia di Cetraro e del territorio possono essere rivisitati alla luce dei nuovi modelli interpretativi proposti da Sales con la finalità di offrire un efficace materiale di formazione alle nuove generazioni, spesso esposte alle ammalianti sirene della mafia, che offre denaro, facili guadagni e rapide scalate nelle gerarchie malavitose e criminali.
Appuntamento dunque a Cetraro il 18 giungo alle ore 19.00 nel giardino di Palazzo del Trono per discutere con l’autore su queste specifiche tematiche nell’ambito della XIV edizione del Premio internazionale Giovanni Losardo, organizzata dall’omonimo Laboratorio sperimentale.


Gaetano Bencivinni

IPOTESI DI PROGRAMMAZIONE ANNO 2016

·       -  In giro per Cosenza vecchia con Carlo Andreoli,(16/03/2016)

·       -  IV  Edizione del Caffè Letterario: Letteratura e arte in Sicilia a cura di Gaetano Bencivinni e Carlo Andreoli(8-15-21-29 Aprile 2016)

·        - Gite sociali: Tropea – Pizzo, Costiera amalfitana, Parco del Pollino,Tortora e dintorni( 12 giugno), Cascia -Tolentino (26-27-giugno 2016), uscite domenicali di una sola giornata, Roma (Giubileo della misericordia), Siracusa (Chiesa di Santa Lucia), San Giovanni Rotondo (fine settembre)

·        - Festa dell’anziano presso il Santuario di Monteserra (03/07/2016)

·       - Torneo di briscola (ottobre)

·        - Corso di Taglio e cucito

·        - Mercatino della misericordia

·        - Attività culinarie

·        - Aspettando il Natale (concerto di musica lirica)

·        - Natale Anziani(22/12/2016)


Osvaldo Tarsitano

sabato 30 aprile 2016

Caffè letterario. L’arte pittorica di Antonello da Messina


Si è conclusa il 29 aprile, con un interessante intervento dell’architetto Carlo Andreoli sul tema “L’arte pittorica di Antonello da Messina”, la IV edizione del Caffè letterario, promossa e organizzato dal Centro sociale anziani di Cetraro. L’architetto Andreoli è già stato protagonista lo scorso 15 aprile di un altro apprezzato intervento sul tema “L’arte pittorica di Renato Guttuso”, incentrando, appunto, la sua relazione su uno degli artisti simbolo della Sicilia più autentica, le cui originali e affascinanti opere coniugano, come è noto, arte, impegno civile e battaglie politiche.
Da sottolineare, inoltre, che il relatore è un esperto del patrimonio artistico della nostra regione e da anni studia, in particolare, i beni artistici del Tirreno cosentino. Ha pubblicato saggi e monografie sull’argomento e collabora con riviste specializzate e siti web.
Gli altri due appuntamenti che hanno caratterizzato questa nuova edizione del Caffè letterario del Centro sociale anziani hanno, invece, avuto come protagonista il professor Gaetano Bencivinni, che ha, a sua volta, incentrato i suoi interventi sui libri “Bagheria” di Dacia Maraini e “L’olivo e l’olivastro” di Vincenzo Consolo.
Proprio a questo libro, nel quale l'autore rivisita, con linguaggio poetico e vibrante, il passato della sua terra, considerato uno dei punti più alti della narrativa consoliana, Gaetano Bencivinni ha recentemente dedicato una articolata nota, intitolata “Nostalgia di un esule siciliano”.
 “Il metaromanzo  L’olivo e l’olivastro dello scrittore siciliano Vincenzo Consolo - ha, infatti, scritto - ha come protagonista la Sicilia, crocevia di civiltà, terra di grandi scrittori ed artisti, teatro di drammi sociali, di fenomeni malavitosi, di corruzione, di morti ammazzati, di faccendieri, truffaldini e mafiosi. Un’isola, ricca di paesaggi splendidi, di beni artistici di pregio, di storie e di leggende, verso cui lo scrittore, emigrato a Milano, tende nostalgicamente le mani. Una narrazione, sorretta da un linguaggio poetico, vibrante, evocativo, antico e nuovo, che ha il merito di fornire al lettore immagini di una Sicilia avvolta nel mito e tuttavia segnata da oltraggi della natura e della storia. I terremoti di Gibellina, di Messina e di Noto, l’eruzione dell’Etna, il malgoverno e la negligenza delle classi dirigenti, l’emigrazione, l’inquinamento prodotto dalle raffinerie di Milazzo, Augusta e Gela, il dramma degli zolfatari, le manifestazioni e le lotte contadine. Una storia intrecciata di sofferenze, di ribellioni e di voglia di costruire il futuro. Tutto si svolge nella cornice ideale del viaggio mitico di Ulisse, simbolo dell’esule che tra le tempeste della vita non perde mai la voglia di tornare nella sua Itaca tra gli affetti familiari. Anche Consolo, così come aveva già fatto il grande scrittore Giovanni Verga, vive con nostalgia la sua lontananza dalla Sicilia, anche se non perde mai la voglia di rivisitare i luoghi dove ha trascorso la giovinezza. L’amarezza dello scrittore è che purtroppo l’olivastro, simbolo di barbarie e di selvatichezza, prevale sull’olivo, simbolo di civiltà, di cultura e di progresso”.

Clelia Rovale
                                                           

In ricordo di Mario Antonuccio

Caro Mario,caro presidente,
era sera,quel giovedì 16 Febbraio 2016,quando improvvisamente ci è giunta la notizia della tua dipartita.
Siamo rimasti sconvolti per la grave perdita che tutti noi avremmo sentito per la tua mancanza. Eri qui presente,quella sera,come tutte le altre. Ci eravamo appena lasciati e nessuno si sarebbe aspettato una così triste notizia.
Vogliamo esprimere,prima di tutto,il nostro affetto,la nostra vicinanza e il nostro conforto alla tua cara moglie Anna, a tuo figlio Francesco,alla tua nuora,alle tue care nipotine che tanto adoravi e ai parenti tutti.
Hai partecipato sempre attivamente alla vita del Centro,sin dal lontano 2000,anche quando eravamo in altre sedi,alla ricerca di una sede migliore.
Sappiamo tutti l’amore che nutrivi per il Centro. Ma noi lo vogliamo ricordare a noi stessi e anche agli altri,che pur conoscendoti,non possono sapere quanto lavoro tu hai fatto per esso,quanto tempo gli hai dedicato per migliorare e rendere più agibili e fruibili i locali che oggi abbiamo in comodato d’uso,anche per il tuo continuo interessamento.
Non possiamo dimenticare il contributo enorme che tu hai dato. Certamente anche noi ti abbiamo dato una mano,da quando il comune di Cetraro ha messo a nostra disposizione questi locali di via San Francesco.
Abbiamo dovuto provvedere alla rimozione dei materiali in essi contenuti,alla pulizia e alla rifinitura delle pareti,agli addobbi delle diverse sale,al trasporto delle suppellettili dalla precedente sede di via Vito Occhiuzzi,alla manutenzione e alla messa a punto di tutto quanto era necessario per poter accogliere ,nel migliore dei modi,quanti potevano e volevano frequentare la nostra sede e tu hai saputo guidare e contribuire a fare tutte queste cose.
Hai completato la tua opera con la realizzazione della sala convegni e con il miglioramento dei locali adibiti ai servizi. Eri soddisfatto di tutto questo e noi te ne rendiamo merito.
Nominato presidente nell’Aprile 2012 per le dimissioni dell’uscente Cocco, e riconfermato nel 2014 con l’elezione del nuovo direttivo,cercavi sempre le occasioni più opportune per portare nuovi iscritti al Centro. Ti inventavi di tutto,eri l’organizzatore principale delle gite turistiche e religiose,volevi rendere il Centro parte di te stesso e ci sei riuscito. Hai voluto definirti il presidente operaio perché sapevi di poter dare tutto al Centro e spesso lasciavi casa e famiglia per completare la tua opera.
Noi ti siamo e ti saremo sempre grati di questo. Non sappiamo però se riusciremo a portare avanti tutto quello che tu avevi in mente. Oggi, anche per mettere un chiodo o per attaccare una lampadina, abbiamo bisogno di aiuto. Certo, ce la metteremo tutta per condurre,nel migliore dei modi,questa magnifica associazione, dedita alla socializzazione, al tempo libero, alla beneficienza e alla cultura con l’obiettivo di dare un contributo alla formazione e all’educazione dell’uomo e del cittadino.
Grande ed onesto lavoratore, amico di tutti noi, ti ricorderemo sempre. Ti porteremo sempre nei nostri cuori, sicuri che anche tu volgerai il tuo sguardo benevolo verso di noi che ti immaginiamo nelle braccia della Madonna e dei Santi, ai quali tu eri tanto devoto e ai quali ti rivolgevi nelle tue preghiere ed anche nei tuoi sogni,che spesso ci raccontavi.
Grazie Mario.
                                                                                                
Osvaldo Tarsitano
       

martedì 26 aprile 2016

Nostalgia di un esule siciliano


Il metaromanzo L’olivo e l’olivastro dello scrittore siciliano Vincenzo Consolo ha come protagonista la Sicilia, crocevia di civiltà, terra di grandi scrittori ed artisti, teatro di drammi sociali, di fenomeni malavitosi, di corruzione, di morti ammazzati, di faccendieri, truffaldini e mafiosi.
Un’isola, ricca di paesaggi splendidi, di beni artistici di pregio, di storie e di leggende, verso cui lo scrittore, emigrato a Milano, tende nostalgicamente le mani.
Una narrazione, sorretta da un linguaggio poetico, vibrante, evocativo, antico e nuovo, che ha il merito di fornire al lettore immagini di una Sicilia avvolta nel mito e tuttavia segnata da oltraggi della natura e della storia.
I terremoti di Gibellina, di Messina e di Noto, l’eruzione dell’Etna, il malgoverno e la negligenza delle classi dirigenti, l’emigrazione, l’inquinamento prodotto dalle raffinerie di Milazzo, Augusta e Gela, il dramma degli zolfatari, le manifestazioni e le lotte contadine.
Una storia intrecciata di sofferenze, di ribellioni e di voglia di costruire il futuro.
Tutto si svolge nella cornice ideale del viaggio mitico di Ulisse, simbolo dell’esule che tra le tempeste della vita non perde mai la voglia di tornare nella sua Itaca tra gli affetti familiari.
Anche Consolo, così come aveva già fatto il grande scrittore Giovanni Verga, vive con nostalgia la sua lontananza dalla Sicilia, anche se non perde mai la voglia di rivisitare i luoghi dove ha trascorso la giovinezza.
L’amarezza dello scrittore è che purtroppo l’olivastro, simbolo di barbarie e di selvatichezza, prevale sull’olivo, simbolo di civiltà, di cultura e di progresso.


Gaetano Bencivinni