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lunedì 18 giugno 2018

Premio Losardo. Il messaggio di Domenico Fiordalisi, consigliere di Cassazione


Carissimo Professor Bencivinni
   Un impegno indifferibile con i Colleghi in Cassazione mi impedisce di essere, come ogni anno, presente fisicamente accanto a Lei ed a tutto il “Laboratorio Losardo”.
   Spesso si sottovaluta l’importanza di assistere ad un processo nella qualità di semplici cittadini che fanno parte del pubblico; Carnelutti diceva che il principio della pubblicità del dibattimento si spiega soltanto in quanto si riconosce al “pubblico”, che ha diritto di assistere al processo, la qualità (in senso lato) di “parte”.
   Nei processi che scrivono le pagine più significative delle vicende criminali di un territorio, allora, siamo tutti coinvolti da una responsabilità: seguire direttamente o a mezzo della stampa ogni aspetto, ogni dettaglio e cercare di capire.
   Il pubblico svolge un ruolo insostituibile, anche quando in silenzio e con rispetto ascolta, perché comunque è “presente” in quel processo e il più delle volte preme con la sua attenzione, col suo desiderio di verità e giustizia, contro la sottile barriera di legno che lo divide dal giudice.
  Auguro di cuore la migliore riuscita di questo incontro a tutti i partecipanti ed a Lei Professore Bencivinni che guida sempre con forza e intelligenza il nostro impegno culturale, costruendo così un pezzo fondamentale della storia della società civile calabrese, nel Laboratorio Losardo.

                                                   Domenico Fiordalisi


domenica 17 giugno 2018

Premio Losardo. Il messaggio di Raffaele Losardo


Caro Gaetano,

ho lavorato intensamente fino a pochi minuti fa e, come ti avevo anticipato, per via di questi miei gravosi impegni di lavoro, non ancora portati a conclusione, non mi è possibile intervenire personalmente alla manifestazione del sedicesimo “Premio Losardo”, alla quale mi avevi, come sempre, cortesemente e amabilmente invitato.

Non rinuncerò a farti avere, come da tua richiesta e come ti ho promesso, almeno un mio messaggio di saluto ai presenti.

Ai quali risparmierò di rivolgere un pesante e lungo “sermone” (e non avrei neppure titolo per farlo), cosicché esonererò anche te dal dover intervenire (in punta di forbice o, peggio ancora, a colpi d'accetta), per riportare la lettura che vorrai dare delle mie esternazioni entro dimensioni accettabili ed adeguate ai tempi della serata da te organizzata.

Oltretutto credo che in generale non sia tempo di “sermoni”, ma è tempo di iniziative e manifestazioni concrete.

Permettimi allora di chiedere al tuo pubblico di alzarsi in piedi e di rivolgere un pensiero di commossa solidarietà ai familiari del giovane sindacalista Soumayla Sacko, venuto dal Mali per lavorare nelle nostre campagne e ammazzato a colpi di fucile, mentre stava aiutando suoi compagni di lavoro a vivere in maniera appena decente! Permettimi, ancora, di esprimere la mia solidarietà al sindaco di Riace, Mimmo Lucano “Capatosta”, che sebbene inquisito continua ad occuparsi dei migranti, con iniziative meritorie di accoglienza ed integrazione, che hanno contrastato sul piano concreto le 'ndrine che in Calabria si arricchiscono sulle loro spalle! Permettimi di dire che non comprendo perché ci si dilanii tra alcuni che dicono che bisogna accogliere degnamente le centinaia di persone, che fuggono dalla disperazione delle guerre (alcune delle quali foraggiate anche da noi o sostenute dalla nostra industria bellica) e della miseria (di cui sono responsabili anche le politiche predatorie di alcune aziende “made in italy”), altri che sostengono che invece occorre aiutare i migranti a casa loro ed altri ancora che dicono che i migrati che arrivano devono essere equamente distribuiti tra tutti i paesi dell'Unione europea.

 Né comprendo perché si disputi tra chi giustamente teme che la gente che arriva nei barconi sia abbandonata a se stessa o risospinta nei lager libici dai quali fugge e chi altrettanto giustamente dice che bisogna combattere i criminali scafisti, che lucrano sul traffico dei migranti;  o ancora tra chi invoca la mano pesante nei confronti degli approfittatori (tipo “mafia capitale”, per intenderci) e vuole fare fuori le false ong che operano come vicescafisti e chi vuole che sia data una mano a quelle benemerite organizzazioni, che aiutano ogni giorno a salvare vite umane. Perché su queste cose ci si divide, invece di assumerle come obiettivi di una unica politica, tesa ad assicurare la vita e la dignità di tutti?

Permettimi infine (e chiudo davvero) di chiedermi anche - in queste ore nelle quali la nave Aquarius è ancora in navigazione in attesa di sbarcare in un porto sicuro il suo carico di sofferenze – perché mai dobbiamo assistere in questa vecchissima Europa al rimpallo delle responsabilità e delle accuse reciproche tra i vari premier di stati e nazioni (Italia, Malta, Francia, Spagna, Austria, Germania, Ungheria e via dicendo), senza che a nessuno venga in mente di rialzare come una bandiera il grido di sdegno con il quale Don Milani, rivolgendosi ai cappellani militari, esecrava i nazionalismi: <<Se voi però avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.>>
A tutti un caro saluto.
                                   Raffaele Losardo

martedì 12 giugno 2018

PREMIO INTERNAZIONALE GIOVANNI LOSARDO


Legalità. Non proclama, ma stile di vita
Appuntamento tra i più attesi della nostra regione per l'attualità dei temi e la presenza di personalità di spicco nel panorama culturale, sociale ed istituzionale del Paese,  il Premio Internazionale Giovanni Losardo torna il 16 giugno alle ore 19  presso la Sala convegni del Palazzo comunale di Cetraro.

In quella  che sarà la sedicesima edizione, la giuria competente del Laboratorio Sperimentale intitolato a Giovanni Losardo, presieduto dal prof. Gaetano Bencivinni, ha assegnato  il riconoscimento per la sezione Giornalismo, di cui è responsabile Filippo Veltri, alla memoria del giovane reporter slovacco  Jàn Kuciak assassinato il 22 febbraio scorso, autore di scottanti inchieste anche incentrate sui loschi traffici internazionali della ‘ndrangheta.

 Nella sezione che premia gli Autori, di cui è responsabile Arcangelo Badolati,  saranno insigniti Francesco Caravetta professore, storico e studioso di antropologia, esperto, in particolare, di malavita cosentina, per il suo libro " Il patto infame – l'antica mafia della Riviera dei Cedri", ed Enzo Infantino, da tempo impegnato in difesa dei diritti umani e volontario in numerose missioni all’estero, dalla cui esperienza è nato il libro   “Kajin e la tenda sotto la luna. Storia di rifugiati siriani in territorio greco”, scritto insieme alla docente e giornalista Tania Paolino.

Sarà inoltre riconosciuto il Premio per la Sezione Impegno sociale e Legalità a monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano allo Ionio,  per il suo operato sempre accanto agli ultimi.

Interverrà infine il professor Francesco Forgione, politico e docente universitario già premiato nel 2010, al quale sarà consegnata la pergamena di socio onorario del Laboratorio Losardo.

Alla serata, coordinata da Francesca Villani, saranno presenti per le istituzioni il sindaco di Cetraro Angelo Aita, il presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci,  il presidente della Commissione  Regionale Bilancio Giuseppe Aieta, l'assessore regionale alla cultura Maria Francesca Corigliano ed il Presidente della Regione Calabria Gerardo Mario Oliverio.

Cancellare è compito del tempo, ricordare è compito dell’uomo.


Laboratorio Losardo

venerdì 25 maggio 2018

La giuria del Premio Internazionale Giovanni Losardo rende noti i nominativi dei vincitori


E’ già definita l’organizzazione della sedicesima edizione del Premio internazionale Giovanni Losardo, che quest’anno si terrà il 16 giugno alle ore 19.00, a Cetraro nella sala convegno del Palazzo comunale Silvio Lopiano. L’evento è organizzato dal Laboratorio Losardo, presieduto da Gaetano Bencivinni, con il patrocinio della regione Calabria. 

La giuria ha già reso noto i nominativi dei vincitori.  Per la sezione autori, di cui è responsabile Arcangelo Badolati, saranno premiati Francesco Caravetto, Enzo Infantino e Tania Paolino. Per la sezione giornalismo, di cui è responsabile Filippo Veltri, il Premio sarà assegnato alla memoria al giornalista slovacco Jàn Kuciak, assassinato il 22 febbraio 2018. Per la sezione Impegno sociale e Legalità, di cui è responsabile Fernando Caldiero, sarà premiato il vescovo di Cassano allo Ionio, Mons. Francesco Savino. È prevista anche la consegna della   Pergamena di socio onorario del Laboratorio Losardo a Francesco Forgione, che ha già ricevuto il Premio Losardo nel 2010.  

Un appuntamento culturale che consentirà anche quest’anno di approfondire le complesse tematiche che riguardano il fenomeno della criminalità organizzata che continua a rappresentare la principale emergenza del territorio, nonostante i duri colpi inferti al clan Muto dalle operazioni delle forze dell’ordine e della Dda di Catanzaro. 

Il ricordo di Giovanni Losardo, assassinato dalla mafia il 21 giugno del 1980, continua a rappresentare un momento di riflessione su quei tragici anni ’80, che avevano trasformato Cetraro in un vero e proprio Far West con una conflittualità omicida e con atti di violenza di inaudita gravità, che avevano sconvolto una cittadina, tradizionalmente tranquilla. 

Tra le vigorose risposte del movimento democratico cetrarese spicca il Premio Losardo, che ormai si è trasformato in un evento di prestigio internazionale, avendo incluso tra i premiati, nel corso delle varie edizioni, criminologi provenienti dalla Francia e dalla Slovenia. In questa occasione, ad essere premiato alla memoria è dunque Ján Kuciak, giornalista investigativo slovacco.  Le sue indagini erano incentrate sulla gestione di fondi strutturali dell'Unione europea nel suo paese. Tra le sue ultime investigazioni prima dell'omicidio, Kuciak stava lavorando su una probabile connessione tra il governo slovacco e la 'Ndrangheta.

Tiziana Ruffo

lunedì 21 maggio 2018

PREMIO INTERNAZIONALE GIOVANNI LOSARDO


Il 16 giugno alle ore 19.00 a Cetraro nella sala convegni del Palazzo comunale Silvio Lopiano si terrà la XVI edizione del Premio Internazionale Giovanni Losardo.

PREMIATI

Sezione Autori: Francesco Caravetta, Enzo Infantino e Tania Paolino

Sezione Giornalismo: alla memoria al giornalista slovacco Jàn Kuciak, assassinato il 22 febbraio 2018

Sezione Impegno sociale e Legalità: Vescovo di Cassano allo Ionio S.E. Mons. Francesco Savino

Pergamena di socio onorario a Francesco Forgione, già Premio Losardo 2010


Giuria del Premio


martedì 15 maggio 2018

Il caso Losardo al centro di un incontro con gli studenti


Si è registrato un notevole bisogno di conoscere le tragiche vicende degli anni ’80, avvenuti a Cetraro con l’assassinio di Giovanni Losardo nel confronto che il Laboratorio Losardo ha tenuto nell’aula magna di licei di Cetraro nell’ambito del percorso formativo sulla legalità, dedicato alla conoscenza delle dinamiche malavitose che hanno prodotto ben undici omicidi negli anni ’80 e che continuano ancora oggi ad esercitare un pesante condizionamento delle attività commerciali e produttive. Le nuove generazioni, particolarmente esposte alle sirene della malavita organizzata in un contesto sociale fortemente condizionate dalla disoccupazione e dall’assenza di opportunità di sviluppo, hanno seguito con notevole attenzione il cortometraggio “Delitto impunito” di Daniele Maltese, dedicato alla memoria di Losardo, da cui sono emersi notevoli spunti di riflessioni sulla mafia di ieri e di oggi. “Se negli anni ’80, ha sottolineato il presidente del Laboratorio Losardo, Gaetano Bencivinni, la mafia ha sparso terrore nella città attraverso forme di violenza inaudite, oggi la strategia della criminalità è cambiata. Si sono ridotti gli aspetti delittuosi appariscenti e si è puntato invece con successo al traffico di stupefacenti ed attività illegali che continuano a condizionare la vita sociale ed economica della città. Se il nostro retroterra è ricco di piantagioni di marjuana, se prolifera lo spaccio e il consumo di stupefacenti, tutto ciò sta a confermare la vitalità della malavita e la necessità di adottare le contromisure adeguate senza abbassare la guardia”. In questa ottica, come ha ribadito Bencivinni, il Premio internazionale Giovanni Losardo che celebrerà la sedicesima edizione il 16 giugno prossimo, continua a rappresentare un momento di riflessione e di approfondimento conoscitivo della ’ndrangheta, “vero cancro della Calabria e del Meridione”. Un incontro proficuo, ricco di spunti di riflessione che, come ha sottolineato la vicepreside Paola Serranò, ha consentito di ripercorrere l’impegno storico dei licei di Cetraro sulla legalità, come è emerso dal cortometraggio “Il caso Losardo”, realizzato dal gruppo di lavoro degli studenti, che hanno avuto modo così di inserire nella progettazione scolastica temi di attualità collegati alle tragiche vicende degli anni ’80. L’incontro si è avvalso degli interventi di Marianna De Luca, Mirella Mannarino, Elio Ferrante e di numerosi studenti.                       

                                                                                           Tiziana Ruffo