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giovedì 31 marzo 2016
venerdì 25 marzo 2016
Passeggiata a Cosenza Vecchia
Il Centro sociale anziani di Cetraro Paese giorno 13 marzo 2016 sfruttando la preziosa compagnia dell'Architetto Carlo Andreoli ha organizzato una passeggiata a Cosenza Vecchia, in seguito ha fatto una visita guidata al Centro RAI Calabria.
Foto della Sig.na Denise Grosso della redazione di CIR.
Foto della Sig.na Denise Grosso della redazione di CIR.
venerdì 11 marzo 2016
Il paradosso dell’artista
L’artista è sedotto dalla normalità, da cui però è respinto. Costretto a percorrere l’angusto sentiero della solitudine, racconta la vita, costruisce utopie, si aggrappa ai sogni, naviga nel mondo delle illusioni, dà voce al dolore e alla gioia, acchiappa i bagliori della bellezza, che custodisce nel luccicante scrigno dell’arte.
Normale o eccezionale, ripetitivo o creativo,
mediocre o geniale, consueto o insolito, banale o straordinario.
Come dice Luigi Pirandello, la vita si vive o
si racconta.
L’artista, rinchiuso nello spazio magico
dello spirito, ascolta, come un novello Ulisse, il canto delle sirene, che
narrano il mistero della vita e della morte.
O si ascoltano le sirene, restando legati a
un palo, o si rema nel silenzio della normalità, restando con le orecchie
turate.
Nel romanzo Tonio Kroger, lo scrittore
tedesco Thomas Mann descrive il paradosso dell’artista, respinto dalla
normalità da cui è attratto, dedito alla ricerca della bellezza e della verità,
impegnato a scandagliare i segreti dello spirito e a percorrere le strade
insolite della genialità artistica.
Respinto dalla quotidiana banalità
dell’esistenza, l’artista trasfigura la realtà e costruisce un mondo fittizio
dove albergano emozioni e personaggi, dove si intreccia la trama narrativa di
chi osserva il mondo da cui però è escluso.
Nel romanzo Martin Eden di Jack London, il protagonista, dopo aver
riversato tutta la sua creatività nella produzione artistica, avverte il vuoto
della vita e decide di annegare nelle tenebre marine.
Bisogna uscire dall’angusta sfera della
quotidianità, per scoprire nell’evanescente mondo dell’inutile il messaggio
profondo del miracolo della vita, che si annida nelle pieghe nascoste della
realtà circostante, che spesso abbaglia i comuni mortali e li esclude dagli
spazi dell’arte dove palpita la voce dell’eterno.
La parola, scandagliata e sviscerata,
trasmette suoni, messaggi, segnali che può cogliere soltanto chi naviga legato
ad un palo con le orecchie libere.
Gaetano
Bencivinni
giovedì 25 febbraio 2016
La questione dei profughi nella letteratura italiana
Al centro della riflessione della nuova pubblicazione di Gaetano Bencivinni “Il canto delle sirene” c’è la questione dei profughi, che viene ripercorsa attraverso uno sguardo letterario retroattivo: da Ulisse ad Enea, da Anguilla all’atleta somala Samia, annegata nelle acque del Mediterraneo.
Il tema dell’immigrazione, di bruciante
attualità, viene così trattato da Bencivinni attraverso i “classici” e i romanzi
contemporanei come “Il cacciatore
di aquiloni” di Hosseini Khaled,
“Nel mare ci sono i coccodrilli”
di Fabio Geda, “Divorzio all'islamica a viale Marconi”dello scrittore
algerino Amara Lakhous.
Un
percorso letterario che porta a sintesi il lavoro di ricerca che Bencivinni ha
fatto attraverso l’esperienza del Caffè letterario on line con questa seconda
pubblicazione.
In precedenza, su tematiche letterarie
diverse, l’autore aveva pubblicato il libretto “Vendemmia”.
In questa seconda fatica letteraria i
riflettori sono accesi su autori contemporanei da Albert Camus a James Redfield , da John Edward
Williams a Muriel Barbery .
Si tratta di circa 39 romanzi della
letteratura mondiale, che l’autore ricostruisce attraverso un filo conduttore
volto a sottolineare le complesse tematiche trattate,che ruotano intorno agli assi della libertà,
della democrazia, del complesso rapporto degli intellettuali col mondo
contemporaneo, del significato del romanzo in una società in rapida
trasformazione, fortemente caratterizzata dalla rivoluzione informatica in questa Era dell’accesso.
Tiziana Ruffo
domenica 14 febbraio 2016
Le offese della natura e del mondo
Gli zolfatari in Sicilia, i pastori in Calabria, i contadini in Basilicata, i cafoni in Abruzzo sono i simboli dell’ingiustizia sociale, prodotta dalle magagne del potere, dalla fiumana del progresso, dallo scontro tra i ceti sociali, dalle contraddizioni dello sviluppo economico e produttivo.
Autori come Luigi Pirandello, Corrado Alvaro,
Carlo Levi, Ignazio Silone hanno il merito di indagare con la lanterna
dell’arte i tenebrosi sentieri del sottosuolo sociale dove l’esistenza umana è
particolarmente esposta ai dardi del dolore, alla disperazione, alle angosce,
agli orrori del mondo, ai drammi della solitudine e della miseria.
Quando si accendono i riflettori sulla
cornice storica e speciale della narrazione artistica, c’è il rischio di
restare impigliati nella superficie della trama narrativa e di perdere di vista
la valenza simbolica di fatti, eventi e personaggi, che sono gli ingredienti di
cui gli autori si avvalgono per dar vita ad una combinazione originale, che ha
i tratti distintivi del messaggio letterario, volto ad illuminare il misterioso
viaggio dell’uomo nel complesso ed intricato sentiero del mondo e della storia
alla ricerca del significato profondo della vita e della morte.
L’attenzione deve essere rivolta a cogliere
le novità del linguaggio, lo stile e la forma letteraria attraverso cui gli
scrittori narrano le vicissitudini degli uomini, spesso esposti alle offese
della natura e del mondo così come accade alla ginestra, simbolo della
fragilità umana, che continua a spargere il profumo della bellezza anche quando
si ritrova nel deserto alle falde del vulcano.
Gaetano Bencivinni
mercoledì 10 febbraio 2016
Un viaggio tra i misteri della letteratura
Un percorso culturale che si propone di divulgare, con un linguaggio semplice, temi complessi legati a riferimenti letterari, che fanno da supporto al nuovo libro “Terra, mare, cielo” di Gaetano Bencivinni. C’è una tessitura che lega le diverse tematiche trattate con l’ausilio di 79 romanzi di autori classici e moderni. Diffondere tra le nuove generazioni il gusto della lettura, la voglia di accedere al misterioso ed incantevole mondo dell’arte, passando attraverso accessibili proposte conoscitive. E’ ciò che Bencivinni propone nel corso della sua narrazione tematica. Dal Colonialismo dell’Ottocento al fenomeno contemporaneo dell’immigrazione, dalle tragiche esperienze del Nazismo e del Fascismo alle contemporanee vicende della corruzione e della criminalità organizzata.
Una raccolta di note, che mira a trasmettere la consapevolezza che
la memoria, come dice lo scrittore Daniel Pennac, “non è un muscolo da
esercitare ma una biblioteca da arricchire”.
Con spirito illuministico, con intento divulgativo, Bencivinni
offre spaccati letterari particolarmente stimolanti, volti a riproporre
l’urgente necessità di restituire alla lettura una centralità, che rischia di
essere compromessa dalle nuove forme comunicative, che tendono a privilegiare
il superficiale rispetto alle misteriose profondità, racchiuse nei romanzi di
grandi autori, che ancora hanno tanto da insegnare alle nuove generazioni.
Il messaggio che Bencivinni trasmette, parafrasando Dante
Alighieri, è di restare dritti come una torre senza piegarsi come le canne al
vento: segui il tuo corso e lascia dir le genti.
Tiziana Ruffo
lunedì 8 febbraio 2016
Perimetri simbolici e messaggio letterario
Girgenti, Acitrezza, Catania, Sciara, Bagheria, Palermo. Perimetri simbolici che consentono agli scrittori siciliani di raccontare il messaggio universale dell’arte, costituito dalla palpitante presenza del misterioso senso della vita nelle singolarità, nei particolari, nei sentimenti, nei colori, negli odori, nei suoni che accompagnano l’esistenza.
Zolfatari, vinti, vittime della mafia.
Questioni sociali che animano la narrazione di autori impegnati nella ricerca
del senso della vita e della morte nelle complesse contraddizioni sociali e tra
le offese della natura e della storia sull’uomo, che percorre il sentiero
dell’esistenza.
Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giovanni
Verga, Federico de Roberto, Vitaliano Brancati, Elio Vittorini, il piemontese
Carlo Levi, Vincenzo Consolo, Dacia Maraini, Tomasi di Lampedusa.
La Sicilia diventa un perimetro più largo del
singolo centro cittadino, ma conserva il ruolo di custode del messaggio
universale del viaggio dell’uomo alla ricerca della verità.
Il significato dei luoghi, la singolarità che
contiene in sé l’universale, la tipicità che esprime il dolore, la passione, i
palpiti del cuore, il fluire del tempo.
Le guerre, gli scontri di civiltà, i
terremoti e l’azione devastante del vulcano, che minaccia con il suo vomito di
lava la fragilità che lo circonda.
Gli artisti si misurano con queste complesse
tematiche e cercano di trovare il bandolo di una matassa intrecciata in cui
albergano amore e odio, guerra e pace, dolore e piacere, farse e tragedie.
I vecchi e i giovani di
Pirandello, Gi zii di Sicilia di Sciascia narrano le tragiche vicende degli
zolfatari, costretti a scoprire il dramma dell’esistenza nel buio delle
miniere, che li consumano sino alla morte. Il pensiero va al dramma di Rosso
Malpelo di Giovanni Verga, vittima del pregiudizio, costretto a
crescere e a vivere ai margini di una società che lo respinge.
Le grandi offese della natura, che con i
terremoti di Noto, di Messina e della Valle del Belice distruggono il faticoso
lavoro di costruzione, consolidato nei secoli, che si trasforma in briciole e
morte nello spazio di pochi minuti.
Drammi esistenziali che inducono a riflettere
sulla transitorietà dell’esistenza umana e sulla necessità di scavare sempre più
a fondo per catturare il filo misterioso di un tragico destino, che sfugge, si
nasconde e si aggroviglia.
Lo spazio letterario dei perimetri simbolici
è l’occasione per raccontare l’affannosa ed angosciosa ricerca del senso
dell’esistenza in cui, come dice Tomasi di Lampedusa, la morte è l’ultima
speranza, che diventa con il professor Franzò di Una storia semplice di
Sciascia: non è la speranza l’ultima a morire, ma è il morire l’ultima
speranza.
Le offese della natura e della storia palpitano
nel linguaggio pittorico di Renato Guttuso che, nel perimetro simbolico di
Bagheria, esprime il dramma storico delle tragiche vicende mondiali che hanno
colpito l’umanità nel Novecento.
Gaetano Bencivinni
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