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giovedì 4 settembre 2014

Pereira come Pinocchio

Un romanzo è un bel romanzo quando  ti tiene legato  e il supporto libro diviene una tua appendice. Lo tieni sul comodino, lo porti in cucina ,quando ti svegli, lo tieni in soggiorno. Pronto a sbirciare, a seguire il filo del raccontare perché la realtà della storia che stai leggendo ti cattura, ti appassiona come e a volte più della vita reale.
Un romanzo è un bel romanzo quando ti porta ad esplorare la realtà della tua esistenza e ti fa capire un po’ di più di come sei e di come stai vivendo e ti conduce alla ricerca della Verità.
Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi ha entrambe queste caratteristiche. Come un ruscello in piena, le frasi, i periodi scorrono senza tante interruzioni, come scorrono i tuoi pensieri. Scorrono ma descrivono, raccontano,delineano  con le parole personaggi, ambienti, situazioni, gesti, posizioni, inquadrature come fa il regista di un film.
Siamo a Lisbona, in pieno regime salazariano fatto di insulsaggine, ottusità, violenza. Un piccolo giornalista di un giornale locale con un linguaggio “politicamente corretto” pubblica solo notizie culturali. Non si occupa di politica. Conduce una vita routinaria, fatta di cibi sempre uguali: omelette e limonate. Non ha significative relazioni sociali, interloquisce sono col ritratto della moglie morta. Non ha figli. Ha rimosso sogni , speranze, gioie della giovinezza, quando era universitario a Coimbra.
 Ma ecco che la vita, fatta di passione, bisogni, sogni , irrompe nella sua bigia esistenza nelle vesti di due ragazzi che clandestinamente  lottano contro il regime.
Allora comincia lentamente ad esistere. Esce fuori da se stesso. Un tarlo comincia a roderlo e  buca la botte in cui si era rinchiuso. Ricomincia a vivere. Comincia un percorso di iniziazione alla vita vera. Riprende in mano le fila della sua esistenza. Comincia un percorso di iniziazione che lo farà uomo.
Come Pinocchio da burattino diventa bambino.
 Allora rompe con la routine, trova la forza di opporsi e va, parte.


Rosa Randazzo

mercoledì 27 agosto 2014

Il mistero delle grotte Marabar

Razzismo, colonialismo, scontro di civiltà. Su questi temi lo scrittore inglese Edward Morgan Foster costruisce il romanzo Passaggio in India, ambientato nei primi anni del Novecento in una cittadina indiana e nelle grotte Marabar.
I protagonisti maschili, il  giovane medico indiano Aziz e l’amico inglese Fielding, raffigurano il complesso contrasto di civiltà tra il mondo britannico e il guazzabuglio tribale indiano, fatto di incomprensioni, pregiudizi razziali, sfiducia e sospetti. Insomma, due mondi inconciliabili.
La vicenda narrativa ruota intorno ad un inquietante episodio, che si sarebbe verificato in una grotta in occasione di una gita guidata dal medico indiano. La protagonista femminile Adela Quested, probabilmente vittima di una allucinazione, provocata dall’eco misteriosa della grotta, trascina in giudizio Aziz, accusato ingiustamente di averle mancato di rispetto.
Adela si era recata in India per sposare il magistrato inglese della città, membro autorevole della burocrazia britannica.
Il processo assume una valenza politica rilevante e si trasforma in un vero e proprio scontro di civiltà, alimentato dall’odio razziale e da pesanti pregiudizi.  Adela ritratta l’accusa, ma perde la stima e l’appoggio della burocrazia britannica senza recuperare la simpatia del popolo indiano e dello stesso Aziz, assolto, che le sarà ostile.
L’intera narrazione è dominata da una figura femminile, la vecchia signora Moore, madre del magistrato, che si rifiuterà di testimoniare contro Aziz, considerandolo assolutamente innocente e preferisce rientrare precipitosamente in Inghilterra, morendo però nel viaggio di ritorno.
L’allucinazione, di cui è stata vittime Adela, si avverte in tutte le pagine della narrazione e conferisce al romanzo un fascino misterioso, legato alle grotte Marabar, che simbolicamente rappresentano il mondo indiano, impenetrabile ed oscuro per gli occidentali, profondamente diversi  dalla civiltà indiana, considerata inadeguata ed inferiore.
Un romanzo particolarmente attuale non solo per le tematiche che affronta, ma soprattutto per l’efficace descrizione di abitudini, luoghi, comportamenti e personaggi.


Gaetano Bencivinni

domenica 24 agosto 2014

Vautrin e gli onorati cialtroni borghesi

Non c’è ricchezza accumulata che non abbia alla sua origine un crimine dimenticato, perché eseguito a regola d’arte. Denaro e potere si sposano con corruzione, intrighi, sotterfugi ed operazioni squallide. Se si vogliono occupare i vertici della scala sociale ad ogni costo, bisogna essere spregiudicati, occorre procedere senza scrupoli ed essere in grado di ingannare per non essere ingannati e, se è il caso, bisogna saper uccidere per non essere uccisi.
E’ questo il vademecum che il perfido Vautrin, personaggio chiave del romanzo Papà Goriot di Honerè de Balzac, consegna al giovane ingenuo aristocratico di provincia Rassignac, attratto dal lusso e dal fascino del mondo aristocratico parigino del 1819 in cui è ambientata l’opera dello scrittore francese.
Papà Goriot, ricchissimo pastaio, morbosamente legato alle due figlie Anastasie e Delphine , consegna tutto il suo patrimonio ad entrambe, per consentire loro di occupare un posto privilegiato nell’aristocrazia nobiliare, illudendosi così di  conquistare per le figlie la felicità.
L’ambizione sfrenata dei due generi, un conte ed un banchiere, spingerà Goriot a svenarsi  per pagare debiti e cambiali delle figlie, viziate e immerse nel lusso e nelle frivolezze salottiere della Parigi dell’epoca.
Goriot morirà dunque in miseria e senza il conforto delle figlie, che trascorrono il loro tempo tra salotti, balli e ricevimenti di gran gala.
Non c’è spazio per sentimenti nella società parigina in cui l’aristocrazia va in declino, travolta dalla corruzione e dallo sfarzo esasperato, mentre la nuova borghesia, animata dalla ricerca del successo, dall’accumulazione del denaro e dalla immagine pubblica, si afferma progressivamente in modo spregiudicato e senza scrupoli.
Il giovane Rassignac, dopo aver vissuto la tragica vicenda di papà Goriot, dopo aver conosciuto le varie sfaccettature della vita mondana parigina, si getta a capo fitto nella sfida con questo mondo con la consapevolezza che, per emergere,  bisogna procedere così come aveva indicato il galeotto Vautrin.
Un romanzo particolarmente attuale, che descrive i tratti salienti dell’ideologia borghese, che si basa sulla ricerca spregiudicata del successo e sulla accumulazione della ricchezza, considerata l’unica virtù da seguire e valorizzare.
Honorè de Balzac, rivoluzionario in letteratura e reazionario in politica, ha il merito di descrivere in modo brillante e lungimirante i limiti dell’aristocrazia e i tratti distintivi della borghesia emergente, che imporrà le sue regole nel mondo contemporaneo.


Gaetano Bencivinni

venerdì 22 agosto 2014

Il nichilismo di Bazarov

Un buon chimico è venti volte più utile di un qualsiasi poeta. L’arte non serve a nulla. Raffaello non vale neanche un centesimo. A leggere Puskin si perde solo tempo. L’amore è un sentimento fittizio. Contemplare il paesaggio è semplicemente una sdolcinata romanticheria. La natura non è un tempio, ma  un’officina in cui l’uomo fa l’operaio. Non ci sono valori e principi. Tutto va negato e contestato.
Così pensa il nichilista Bazarov nel romanzo Padri e figli dello scrittore russo Ivan Turgenev.
Il nichilismo filosofico costituisce l’ideologia intorno a cui ruotano le vicende della narrazione, che vedono protagonisti il naturalista e medico Bazarov e il giovane aristocratico Arkadij, suo discepolo ed ammiratore.
La storia di Bazarov segna le tappe delle contraddizioni del nichilismo, che pur risultando teoricamente corretto, non è concretamente praticabile.
Antiaristocratico, rivoluzionario, radicale oppositore dell’ordine costituito, Bazarov nega principi e valori e considera vuote sciocchezze l’aristocrazia il liberalismo, il progresso e tutte le fandonie parolaie che imbrigliano le menti della gente.
Il romanzo è ambientato nella Russia contadina e feudale del 1859 in un contesto sociale caratterizzato dal declino dell’aristocrazia e dai mugugni del ceto contadino insofferente rispetto all’ordine sociale dominante.
L’arido scienziato Bazarov però, nonostante le sue convinzioni nichiliste, si innamora dell’affascinante aristocratica Anna Sergeevna e subisce l’attrazione dell’ingenua ed amabile Fenecka.
In fin di vita si aggrappa disperatamente all’unica cosa bella della sua vita, costituita appunto dall’amore di Anna, che non è sbocciato per il suo orgoglio, per il suo solipsismo ecologico, per la sua incapacità di dare spazio al sentimento dell’amore, considerato una manifestazione di effeminatezza.
Il messaggio dell’autore, che affronta il classico problema del rapporto tra le generazioni, è che tra il vecchio e il nuovo bisogna trovare il giusto equilibrio come farà appunto l’amico Arkadij, che troverà l’amore e la serenità, sposando Caterina Sergeevna, sorella di Anna.


Gaetano Bencivinni

sabato 19 luglio 2014

Notizie su Joseph Conrad



Joseph Conrad, fra i massimi scrittori a cavallo fra Ottocento e Novecento,e’ forse quello che ha saputo in modo piu’ acuto percepire il senso profondo della crisi d’identita’ vissuta dalle persone alle soglie dell’epoca moderna. Egli, nei temi trattati nei suoi libri,cerca sempre di trovare un senso all’esistenza in un tempo in cui i valori tradizionali stanno perdendo il carattere assoluto,che avevano avuto fino ad allora. Il progresso sociale, il pensiero politico, così come il colonialismo o la rivoluzione,sono forse dimensioni ineluttabili, che possono trovare delle giustificazioni e motivazioni ideali, ma sono destinate a tradire sempre l’essenza dell’uomo. Conrad, per lunghi anni pieni di avventure, era stato marinaio, per cui la maggior parte delle storie da lui raccontate sono situate sul mare, che e’ sempre e comunque presente nei suoi libri, anche nei cosiddetti “romanzi occidentali”, di vocazione piu’ politica – psicologica – antisociale, come “ Nostromo”, “ L’agente segreto “ e “ Sotto gli occhi dell’Occidente “. In “ Cuore di tenebra “ l’elemento acqueo e’ un grande fiume, che come un serpente mostruoso s’inoltra nel cuore dell’Africa, portando dal mare gli aspetti tragici dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Apocalipse Now e’ la trasposizione cinematografica di questo racconto. La vita sul mare e’ quella che pone l’uomo davanti alle sue responsabilita’ e al suo destino, fisico e morale. E’ il piu’ antiretorico e antiideologico dei luoghi, dove le parole corrispondono davvero alle cose. Puo’ andarne di mezzo la vita. Gli atti che vi si compiono sono necessari, essenziali, e l’eseguirli o no sara’ un fatto di coscienza e competenza, di disciplina ed esattezza di comando, di coraggio o di codardia. Egli si domanda quale sia la sorte del codice morale di comportamento, se questo ha perduto significato e valore; quale e’ la sorte dell’individuo di fronte alle istanze delle ideologie e della storia. Conrad mostra di credere in un codice dell’uomo soltanto.
Marietta  Gallo

sabato 12 luglio 2014

Il Centro Sociale Anziani si rinnova

Preceduto da un’assemblea generale di preparazione che ha preso atto delle candidature e designato i membri costitutivi, si è riunito nella sede sociale di via San Francesco in Cetraro paese, il nuovo Direttivo che ha proceduto all’elezione degli organi esecutivi.
E’ stato riconfermato nella carica di Presidente Mario Antonucci e nella carica di Vice Presidenti Mario Novello e Fausto Gallo. Sono stati inoltre riconfermati rispettivamente nella carica di segretario Osvaldo Tarsitano e, come consiglieri, Maria  Castellani, Fernando Portella e  Antonietta Zenardi. Sono entrati a farne parte per la prima volta Rosa Randazzo e Vittoria Colistra.
Sia nel corso dell’Assemblea generale dei soci, sia in seno alla riunione del Direttivo, è stata sottolineata la crescita notevole del sodalizio che ha realizzato, nell’ultimo periodo, iniziative culturali e ricreative di notevole livello. Tra l’altro è stato ricordato il recente Gemellaggio con Rai Senior e la costituzione di un apposito blog affidato alla direzione di Gaetano Bencivinni.
Un particolare ringraziamento il nuovo Direttivo ha rivolto ai membri uscenti Santa De Pasquale e Sarina Matta per l’intensa collaborazione sin qui prestata.

Vittoria Colistra

martedì 8 luglio 2014

Il profumo del frutto giallo

Simbolo di resurrezione, la cotogna, misterioso frutto giallo, permea con il suo profumo la narrazione del romanzo dello scrittore Paolo Rumiz La cotogna di Istanbul.
Una storia d’amore tra l’ingegnere viennese Max von Altenberg e la bosniaca Maša Bisdarevic, che si incontrano a Sarajevo dopo l’assurdo conflitto balcanico, seguito al crollo della ex Jugoslavia. La vicenda si svolge tra il 1997 e il 2007 tra Vienna, Budapest, Sarajevo e Istanbul.
L’autore con un linguaggio ritmico, ripropone suoni, colori, odori che fanno rivivere al lettore le tappe, i percorsi, le emozioni di uno straordinario amore, sbocciato a Sarajevo, crocevia di civiltà, luogo di incontro e di scontro di etnie, ricco di storie, di leggende, di tradizioni.
È la storia di un amore che richiama la ballata della cotogna, una storia che narra di un amante  che si reca ad Istanbul per raccogliere il frutto giallo, che servirà per guarire l’amata colpita da una grave malattia.
Il tema della ballata diventa la storia di Max e di Maša, colpita dal male oscuro del secolo, che non sarà salvata dal frutto miracoloso, ma sarà strappata dalle tenebre della morte dal racconto di Max, che saprà trasmettere il suo dolore, trasformando il suo amore per Maša in un vero e proprio mito per il popolo bosniaco, affascinato dal malinconico e disperato racconto dell’ingegnere Max, divenuto cantore della sua malinconica storia.
Un romanzo affascinante e coinvolgente, che ripropone la questione dell’amore e della morte, della guerra e della pace, dello storico confronto – scontro di civiltà tra Cristiani e Musulmani.
Tutto procede con il ritmo della ballata, un cammino ritmato, che intreccia le vicende della macrostoria con le vicende sentimentali dei due protagonisti, che vivono intensamente una passione, destinata ad infrangere le barriere della morte.


Gaetano Bencivinni